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  • Genesi 4,6-7

    di Davide Rostan

    «Il Signore disse a Caino: “Perché sei irritato? e perché hai il volto abbattuto? Se agisci bene, non rialzerai il volto? Ma se agisci male, il peccato sta spiandoti alla porta, e i suoi desideri sono rivolti contro di te; ma tu dominalo!”»
    E' possibile convivere con il peccato senza che questo prevalga su di noi perché Dio stesso si prende cura di noi e cerca il dialogo con noi e ci invita a scoprire le ragioni più profonde della nostra rabbia

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  • Matteo 16,21-24

    di Sergio Manna

    «Gesù cominciò a spiegare ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molte cose da parte degli anziani, dei capi dei sacerdoti, degli scribi, ed essere ucciso, e risuscitare il terzo giorno. Pietro, trattolo da parte, cominciò a rimproverarlo, dicendo: “Dio non voglia, Signore! Questo non ti avverrà mai”. Ma Gesù, voltatosi, disse a Pietro: “Vattene via da me, Satana! Tu mi sei di scandalo. Tu non hai il senso delle cose di Dio, ma delle cose degli uomini”. Allora Gesù disse ai suoi discepoli: “Se uno vuol venire dietro a me, rinunci a se stesso, prenda la sua croce e mi segua.”»
    Può accadere che perfino chi confessa la fede in Gesù si trasformi in un satana, cioè in un nemico, ed è innegabile che nella storia della chiesa i peggiori nemici di Cristo siano stati molto spesso proprio quelli che avevano la pretesa di parlare a nome suo, o meglio, al posto suo

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  • Matteo 16,15

    di Sergio Manna

    «E voi, chi dite che io sia?»
    Ciò che conta veramente, quello che può trasformare realmente la nostra vita, non è quello che altri credono di Gesù, ma quello che noi crediamo di lui

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  • Matteo 15,28a

    di Sergio Manna

    «Gesù le disse: "Donna, grande è la tua fede; ti sia fatto come vuoi"».
    Quando la nostra preghiera è frutto di un genuino amore per il prossimo può accadere che nel dire al Signore “sia fatta la tua volontà” egli ci risponda "ti sia fatto come vuoi"

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  • Matteo 14,23-27

    di Sergio Manna

    «Gesù, dopo aver congedato la folla, si ritirò in disparte sul monte a pregare. E, venuta la sera, se ne stava lassù tutto solo. Frattanto la barca, già di molti stadi lontana da terra, era sbattuta dalle onde, perché il vento era contrario. Ma alla quarta vigilia della notte, Gesù andò verso di loro, camminando sul mare. E i discepoli, vedendolo camminare sul mare, si turbarono e dissero: “È un fantasma!” E dalla paura gridarono. Ma subito Gesù parlò loro e disse: “Coraggio, sono io; non abbiate paura!”»
    In questo episodio si narra dell’esperienza di sentirsi soli, abbandonati da Dio. Ma in mezzo alle tempeste della vita Gesù, il Signore risorto che ha vinto il caos e la morte, ci dice: "Coraggio, non abbiate paura. Io sono con voi"

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