I link che seguono forniscono la collocazione della pagina attuale nella gerarchia di navigazione.

  • Isaia 58,6-7

    di Erika Tomassone

    «Il digiuno che io gradisco non è forse questo: che si spezzino le catene della malvagità, che si sciolgano i legami del giogo, che si lascino liberi gli oppressi e che si spezzi ogni tipo di giogo?...»
    Tutto da ricostruire a Gerusalemme! La terza parte del libro del profeta Isaia, vede così il ritorno degli esiliati da Babilonia. Ma non basta essere finalmente ritornati alla terra della promessa, e riprendere il culto, in particolare il digiuno segno di pentimento, memoria dell’evento traumatico della fine di una certezza: l’inviolabilità di Gerusalemme, città della presenza del Signore.

    continua »

  • Matteo 25, 40

    di Erika Tomassone

    «In quanto lo avete fatto a uno di questi miei minimi fratelli, lo avete fatto a me
    La promessa della piena manifestazione futura del regno di Dio, comporta uno svelamento. Verrà svelato il senso dell’agire umano con il criterio della sua conformità all’azione di Dio verso di noi. Gesù ha infatti presentato la volontà di Dio come un invito ad entrare nel sistema della gratuità e del dono. Dio ci chiama indipendentemente dalle nostre qualità e dona sovrabbondante possibilità di vita.

    continua »

  • Giovanni 8,16

    di Erika Tomassone

    «Anche se giudico, il mio giudizio è veritiero, perché non sono solo, ma sono con il Padre che mi ha mandato»
    Ma allora, un giudizio viene pronunciato! Non è vero dunque che il Dio di Gesù Cristo non ci giudica. La parola di Gesù va compresa nell’economia dell’incontro con la donna adultera. Se pure con grande travaglio, Gesù si è espresso chiaramente. Ha preso posizione, ha giudicato. Ha rinunciato a chiudersi in un silenzio ambiguo. Non ha espresso un’opinione relativa che ne vale un’altra, anch’essa possibile.

    continua »

  • Giovanni 3,17

    di Erika Tomassone

    «Dio non ha mandato il suo Figlio nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui.»
    Secondo Giovanni, Gesù è stato inviato nel mondo come un’occasione offerta per uscire dalla disperazione e dal buio. La disperazione non è intesa come qualcosa di occasionale, dovuta ad alcune circostanze particolari delle nostre vite. Disperazione è la logica conseguenza del vivere cercando la propria origine e il significato della propria vita in se stessi.

    continua »

  • Giovanni 8,10-11

    di Erika Tomassone

    «Gesù alzatosi e non vedendo altri che la donna le disse: "Neppure io ti condanno. Va e non peccare più."»
    Una donna, grazie all'abilità di Gesù, scampa ad una condanna per lapidazione. I guardiani della Legge ebraica che l'hanno usata come un caso da discutere per poter incastrare e condannare Gesù come trasgressore di quella stessa legge, hanno lasciato il campo. Gesù, a rischio di condanna. Fino a quel momento è rimasto chino a terra, a tracciare sulla terra segni misteriosi. Non ha voluto mettersi sullo stesso piano degli accusatori, ha rinunciato ad ogni atteggiamento di sfida. La misericordia scrive sulla morbida terra, il contrario della durezza dello spirito di condanna.

    continua »

Consulta le pagine