La promessa pasquale di vita nuova ci dona l’energia e la passione per ripartire
“Quando si furono avvicinati al villaggio dove stavano andando, Gesù fece come se volesse proseguire. Essi lo trattennero, dicendo: «Rimani con noi, perché si fa sera e il giorno sta ormai per finire». Ed egli entrò per rimanere con loro. Quando Gesù fu a tavola con loro prese il pane, lo benedisse, lo spezzò e lo diede loro. Allora i loro occhi furono aperti e lo riconobbero, ma egli scomparve alla loro vista. Ed essi dissero l’uno all’altro: «Non sentivamo forse ardere il cuore dentro di noi mentre egli ci parlava per la via e ci spiegava le Scritture?»”.
Luca 24, 28-32
L’evangelista Luca racconta che due discepoli abbandonano il cerchio dei seguaci che si è formato intorno a Gesù e si allontanano da Gerusalemme. Dopo la morte di Gesù il gruppo si disperde: non sembra aver più senso rimanere insieme. La speranza che egli aveva acceso nel loro cuore si è spenta, camminano tristi e scoraggiati.
Eppure avevano ricevuto il messaggio della risurrezione da alcune donne discepole di Gesù, che testimoniando la propria esperienza, avevano loro annunciato che «è vivo». Essi stentano a crederci ma, nonostante ciò, tengono viva la memoria, continuando a parlare di Gesù . Ed è proprio allora che il Risorto si fa presente e si inserisce nei loro dialoghi.
L’intenzione dell’evangelista è chiara: Gesù si trova là, dove alcuni uomini e donne si ricordano di lui, si confrontano sulle Scritture e si interrogano sul significato del suo messaggio. Le parole, l’ascolto e il dialogo però non bastano per riaccendere la speranza e per riacquisire uno sguardo limpido. Tanto nella narrazione evangelica, quanto nei nostri cammini di fede.
Soltanto quando l’incontro diventa anche invito, quando i discepoli accolgono colui che era uno straniero, la rassegnazione si rompe: Gesù spezza il pane. In questo gesto semplice di concreta condivisione si ricompone la comunione e rinasce la speranza. Uno sguardo nuovo e una ripartenza diventano possibili.
L’itinerario di quei discepoli ci invita a vivere la promessa pasquale di vita nuova come cammino d’incontro, di dialogo, come invito a “restare”, come condivisione che dona l’energia e la passione per ripartire.
