Ripartono le attività del Centro Evangelico di Cultura di Sondrio
Quando, nel 1974, nasce a Sondrio il Centro Evangelico di Cultura (CEC), nasce insieme a un’idea semplice e impegnativa: aprire una porta al dialogo. Una porta aperta a chiunque cercasse un luogo in cui entrare, incontrarsi, confrontarsi. Uno spazio in cui sentirsi accolti senza essere giudicati, in cui le differenze non fossero motivo di distanza, ma occasione di conoscenza e di crescita per la comunità. È da questa vocazione all’accoglienza che nasce l’identità culturale del CEC. Accogliere significa anche ascoltare ciò che accade fuori da quella porta, interrogarsi sulle trasformazioni della società e affrontare questioni che riguardano concretamente la vita delle persone.
Nel corso degli anni il Centro ha scelto di confrontarsi con temi complessi e talvolta scomodi: immigrazione, lavoro e salari dignitosi, disparità tra uomini e donne, libertà di amare, dialogo ecumenico, giustizia sociale e costruzione della pace. Non per offrire risposte preconfezionate, ma per dare spazio a voci differenti e provare a comprendere insieme il presente. Alla radice di questo impegno c’è l’ascolto dell’Evangelo e il tentativo, sempre attuale, di comprendere che cosa significhi assumere lo sguardo di Gesù sull’altro: sullo straniero, su chi è ai margini, su chi rischia di non trovare posto.
Nel Deuteronomio (10,18-19), Dio è presentato come colui che rende giustizia all’orfano e alla vedova e ama lo straniero. Al suo popolo rivolge un invito: amare lo straniero, ricordando di essere stato straniero in Egitto. Non si tratta di un gesto di benevolenza attraverso il quale cercare la propria redenzione. È piuttosto un invito a riconoscere nell’altro una persona con la quale condividere la propria umanità. Si fa comunità guardandosi negli occhi: così lo straniero diventa prossimo, la vedova torna a essere riconosciuta come donna, con una storia e una vita da vivere, e un giovane diventa speranza per il futuro.
Non esiste, del resto, un ospite ideale. Le persone arrivano con le loro domande, le loro differenze, talvolta con le loro ferite e contraddizioni. Noi stessi non abbiamo da offrire altro che la nostra umanità, con le sue fratture e il suo desiderio di riscatto, ma anche, per grazia di Dio, la fiducia che il nostro Redentore vive e che il futuro non è consegnato alle nostre sole possibilità. È da qui che l’apertura del CEC acquista il suo significato più profondo e diventa responsabilità evangelica verso la società in cui viviamo. Dopo oltre cinquant’anni, quella porta vuole continuare a rimanere aperta. È questo il senso del rinnovamento del Centro: non semplicemente restaurare un edificio, ma renderlo ancora capace di abitare il proprio tempo.
Abbiamo immaginato uno spazio multifunzionale nel quale un giovane possa studiare, un gruppo teatrale ritrovarsi per le proprie prove, un’associazione sviluppare un progetto e chiunque fermarsi per leggere, prendere un caffè o incontrare qualcuno. Il nuovo pavimento, nato da un concorso di idee, richiama con le sue curve i terrazzamenti valtellinesi, esprimendo il legame con il territorio e il desiderio di stimolare la creatività di chi frequenta il Centro. Questa stessa prospettiva anima il progetto triennale Infrangi l’apparenza: un invito a guardare oltre ciò che appare immediatamente, attraverso percorsi dedicati alla parola, alla memoria storica, alla Costituzione e alla pace.
Proseguirà anche la riflessione teologica, con un percorso di studio biblico che prenderà avvio il 15 ottobre dalla domanda di Gesù ai discepoli: «E voi, chi dite che io sia?». Il cammino culminerà in un seminario di cristologia patrocinato dalla Facoltà valdese di teologia. La nostra identità evangelica non si indebolisce nell’apertura all’altro. Al contrario, trova nella condivisione una possibilità concreta di testimonianza, nella quale ciascuno rimane libero di riconoscersi nel nostro cammino oppure di proseguire per la propria strada.
Sabato 3 ottobre 2026, dopo un anno di lavori, il CEC tornerà ad accogliere la città nella sede rinnovata di via Malta 16. Al mattino due passeggiate nella memoria storica di Sondrio, in italiano e in tedesco; nel pomeriggio l’inaugurazione insieme alle istituzioni, alle associazioni e agli amici del Centro; alle 20:30, presso l’Auditorium Torelli, il concerto Musica e Parola con il Seraphims Gospel Choir.
Non inauguriamo soltanto uno spazio rinnovato, ma celebriamo una storia che continua e una porta che desideriamo tenere aperta alla città. Perché riaprire una porta significa anche rinnovare una responsabilità: chiederci che cosa possiamo fare, insieme, per costruire la pace.
Il programma completo della giornata è disponibile sul nostro sito alla pagina https://sondrioevangelica.it/inaugurazione-2026. Vi aspettiamo il 3 ottobre per festeggiare con noi!
