Dio è potente non perché fa ciò che vuole ma perché sceglie di essere Amore misericordioso e gratuito
“Il Signore mi ha detto: La mia grazia ti basta, perché la mia potenza si dimostra perfetta nella debolezza”.
2 Corinzi 12,9
Ma davvero Dio è onnipotente? Dio può ogni cosa? Cos’è la potenza di Dio? Tanti dubbi possono sorgere di fronte a un termine così controverso – la potenza – e così carico di interpretazioni influenzate dalla connotazione culturale e contestuale di un mondo globale e globalizzato in cui la potenza ce l’hanno “i potenti” della Terra e l’amministrano non proprio con criteri di giustizia e benevolenza, ma appunto con “il potere” le cui manifestazioni ben conosciamo.
Può dunque Dio – il Dio di Israele e di Gesù Cristo – essere da meno? Che Dio sarebbe se non fosse potente? Purtroppo la nostra trasposizione antropologica rischia di portarci su un terreno lontano che fa di Dio un tiranno, di cui avere paura piuttosto che, al contrario, un Dio da amare e di cui fidarci. Dio è potente non perché fa ciò che vuole, come un dittatore capriccioso e volubile, ma perché sceglie di essere Amore misericordioso e gratuito, senza esclusioni, per tutt*.
Dio è potente perché rivaluta la debolezza umana, le dà dignità, ragion d’essere, cittadinanza; Dio è potente perché accoglie le fragilità di ogni essere vivente; Dio è potente perché accetta di camminare in mezzo a esseri deboli e vulnerabili, li accoglie e li sostiene; Dio è potente perché ha scelto di incarnare quella stessa vulnerabilità. La “follia” di Dio è la sua grazia, sufficiente e nello stesso tempo sovrabbondante, perché possiamo sentirci liber* di confessare e di riconoscere la nostra debolezza, nella certezza che in quella e attraverso quella Dio agirà. Una potenza perfetta quella di Dio, perché agìta nelle pieghe fragili della nostra incommensurabile debolezza.
