Ciascuno ha la sua strada per Emmaus e un cuore pronto ad ardere di nuovo perché il Risorto continua a camminare al nostro fianco
“Essi dissero l’uno all’altro: Non sentivamo forse ardere il cuore dentro di noi mentre egli ci parlava per la via e ci spiegava le Scritture?”.
Luca 24,32
Sentirci il cuore ardere dentro: quante volte ci è capitato? Siamo in grado di comprenderlo questo stato d’animo? Lo abbiamo mai sentito il nostro cuore ardere? Per qualcosa che ci stava accadendo o per qualcosa che riaffiorava alla nostra memoria? La strada per Emmaus è quel luogo in cui camminano stancamente e sfiduciati i discepoli che non hanno capito, o peggio, che pensano di essersi sbagliati: un bel sogno svanito, col brusco risveglio nella realtà. È tutto finito. Punto a capo. Ed è proprio lì, nella delusione, nell’assenza di speranza, nella tentazione al ripiegamento e al ritiro che Gesù, il loro Maestro ed ora il Risorto, appare, condividendo la loro situazione, ossia cammina assieme a loro.
Come in una prassi terapeutica, il Maestro si affianca, si fa contagiare dal loro movimento, per poi trasformarlo, da lento e stanco incedere senza una prospettiva a progressivo svelamento di un qualcosa di noto, anche se apparentemente messo da parte, come rimosso. Svelamento come comprensione che avviene nel ricordo di quanto si faceva insieme: un tempo, Gesù il Maestro parlava, spiegava, agiva; ora, Cristo il Risorto parla e spiega le Scritture, ne diventa la chiave di lettura: ma sempre assieme, in cammino e in dialogo. Ciascun* ha la sua strada per Emmaus e ciascun* ha un cuore pronto ad ardere di nuovo, ad ardere sempre, nel ricordare, nel comprendere, nel discernere, perché il Risorto continua a camminare al nostro fianco.
