In questo anno che si conclude abbiamo ascoltato la Parola straordinaria di vita di cui dobbiamo continuare a rendere testimonianza
“Noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come unigenito dal Padre”.
Giovanni 1:14b
Care sorelle e cari fratelli, care amiche e cari amici,
il versetto che ci viene proposto dal lezionario per l’ultima domenica dell’anno sembra invitarci a voler volgere lo sguardo indietro commentando in modo semplice ma, nello stesso tempo impegnativo, quanto è avvenuto attorno a noi, di cosa siamo stati spettatori e testimoni e cosa ci ha visti, in un modo o nell’altro, protagonisti.
Con questo versetto ci troviamo proprio all’inizio del quarto Vangelo, immersi in una confessione di fede nella quale la luce sembra esplodere nel buio, ma nello stesso tempo le tenebre ostacolano ancora la sua piena realizzazione. La Parola irrompe nel silenzio, ma non è ancora pienamente ascoltata. La vita, quella vera, si è manifestata, ma ancora oggi sembra che sia la morte a vincere. Eppure, nonostante la mancata volontà di accogliere la Parola fatta carne, noi possiamo riconoscerla e vedere il suo agire, la sua gloria che si manifesta nonostante i nostri tentativi di ostacolarla.
A Natale accogliamo l’annuncio della venuta dell’unigenito Figlio di Dio avvenuta nel modo più naturale e umano che si possa immaginare. Esprimiamo gioia e speranza, almeno per quel giorno, immaginando il deserto della nostra vita trasformato in giardino dai mille colori e altrettanti profumi. Immaginiamo la gloria alla quale siamo invitati e che non è un sogno.
In questo anno che si conclude abbiamo ascoltato ancora la Parola straordinaria di vita e di speranza e questo versetto che ci accompagna in questa giornata ci invita ad esserne testimoni anche nell’anno che tra poco si aprirà, perché il Regno di Dio sia annunciato e vissuto.
