ArticoliUn pensiero in libertà

Spiritualità quantistica

La rubrica “Un pensiero in libertà” del pastore Marco Di Pasquale

Il modello classico della realtà fisica tende a raffigurarne gli elementi basilari (atomi, particelle) grosso modo come palline che vorticano secondo traiettorie definite attorno a nuclei di altre palline. Tale immagine sorge in analogia alla realtà macroscopica, ricalca lʼimmagine dei pianeti che gravitano intorno al sole, cioè di realtà esistenti in maniera oggettiva e univocamente determinabile: come si comportano i pianeti, i soli, gli asteroidi, così anche le particelle microscopiche.

Constatato invece che il comportamento delle particelle elementari non ricalca quello degli oggetti macroscopici (lʼimmagine classica non regge, è insufficiente a descrivere realtà microscopiche), la “meccanica quantistica” mette in discussione quellʼanalogia, proponendo un modello diverso. Quelle elementari non sono particelle in senso classico: sono piuttosto pacchetti di energia (quanti) simili a onde che si muovono entro campi energetici. Diventano particelle solo nellʼatto di misurarle, senza che si possa prevederne in ciascuna osservazione il punto preciso in cui appariranno nella scia che percorrono: si può stabilirlo solo in modo probabilistico.

Questo modello che include positivamente indeterminazione e probabilità, suscita oggi in diversi studiosi e intellettuali, non solo fisici, un vero e proprio afflato mistico.

Alcuni comportamenti dei quanti paiono simili a quelli della nostra mente o a relazioni di tipo umano – p. es., se due stati quantistici hanno fra loro interagito, seppure poi separati da grandi distanze, al variare di uno varia anche lʼaltro. Muovendo da tali fenomeni, quegli studiosi sono convinti di poter costruire una teoria unificata del reale (macroscopico e microscopico, fisico e mentale) ponendo alla base di tutto non più la materia bensì lo “spirito”. La realtà sarebbe il manifestarsi di una coscienza cosmica libera e creativa, il cui solo scopo è la progressiva autoconoscenza e della quale tanto le coscienze individuali (seity) quanto le particelle sarebbero strumenti e sensori.

Ma così lʼindeterminazione dei quanti viene spiegata con qualcosa di parimenti indeterminato: dalla somiglianza fra certi comportamenti di due diverse realtà (quanti e coscienza) si postula che esse siano la stessa cosa – come se dallʼanalogia tra correnti dʼaria e correnti marine si concludesse che lʼaria è acqua!

Lʼanalogia è un valido aiuto per la nostra conoscenza, purché però resti tale: non dimostra cosa sia la realtà, ci permette solo di raffigurarne alcuni aspetti.

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