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Sinodo valdese: No CPR

Serve un cambiamento delle politiche di accoglienza e integrazione

Torre Pellice (NEV/CS23-sv05), 24 agosto 2026 – Il Sinodo valdese ha poco fa approvato due atti che si distanziano in modo critico dal Patto Europeo sulla migrazione, la detenzione amministrativa e il confinamento abitativo delle lavoratrici e dei lavoratori braccianti.

Per quanto riguarda il Patto Europeo sulla migrazione, l’atto sottolinea come esso, nella sua attuale declinazione, sia del tutto inadeguato in termini di asilo e per quanto riguarda i respingimenti. La mobilità delle persone, ormai sempre più spesso considerate di serie a o di serie b in base al passaporto che possiedono, è a rischio. L’approccio oppressivo rischia di militarizzare i territori e i Paesi, compresa l’Italia. L’invito è a fare rete per collaborare e creare alternative.

Questo atto giunge anche grazie alla sollecitazione delle chiese valdesi e metodiste del Sud Italia, sul cui territorio si progetta la costruzione di nuovi Centri di Permanenza che trasgrediscono le leggi di tutela delle persone migranti, dell’asilo e le norme di tutela ambientale

Il Sinodo ha inoltre preso atto della grave situazione di sfruttamento del lavoro bracciantile agricolo in Italia. Perciò ha votato un ordine del giorno ad hoc, ponendosi così nel dibattito nazionale per una presa di coscienza collettiva. Lo sfruttamento economico e politico coinvolge lavoratori e lavoratrici irregolari, senza residenza, senza una casa, senza permesso di soggiorno e senza contratti. Persone usate per produrre, che perdono diritti. Con questo atto il Sinodo rifiuta il confinamento abitativo di cui sono vittima le persone braccianti, condizione che rappresenta grave discriminazione e ingiustizia.

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