La Federazione delle chiese evangeliche in Italia invita a riflettere e agire per la giustizia economica e sociale
Roma (NEV/CS05), 28 gennaio 2026 – È online sul sito della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI) il dossier su divari economici, invecchiamento della popolazione, nuove solitudini, discriminazioni retributive per le donne, mancato riconoscimento delle minoranze.
Questo dossier si intitola “2026: Italia (dis)eguale” e rappresenta un contributo della FCEI per la Settimana della Libertà, appuntamento che include la data del 17 Febbraio. È il giorno in cui, da oltre 170 anni, i valdesi – e con loro tutte le chiese protestanti “storiche” –, celebrano il riconoscimento dei diritti civili e politici da parte del Re di Sardegna, Carlo Alberto. Era il 1848, e il 29 marzo dello stesso anno una analoga concessione fu adottata nei confronti degli ebrei. Le “Patenti di grazia” firmate dal Re diedero loro, ad esempio, la possibilità di frequentare le scuole e di svolgere determinate professioni, mentre la piena libertà religiosa arrivò molto più tardi.
Da diversi anni la FCEI propone di istituire il 17 febbraio come Giornata nazionale per la libertà di coscienza, di pensiero e di religione. Un piccolo passo verso questo obiettivo sembra essere la recente convergenza sulla proposta in Piemonte per l’istituzione della “Giornata regionale della memoria delle Regie Patenti del 1848” (titolo cambiato più volte: la mozione originaria parlava di “Giornata regionale della libertà di coscienza, di religione e di pensiero”).
Il dossier FCEI di quest’anno per la Settimana della Libertà è dedicato alla giustizia sociale e richiama il legame inscindibile tra libertà, dignità e uguaglianza dei diritti.
Scarica qui: Italia (dis)eguale – Il Quaderno FCEI per la Settimana della Libertà 2026
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I TEMI DEL DOSSIER FCEI
Disuguaglianze in crescita e ricchezza in mano a pochi
L’Italia è segnata da un aumento delle disuguaglianze economiche, sociali e territoriali. Pochi detengono una quota sempre maggiore di ricchezza, mentre crescono precarietà e impoverimento.
Mobilità sociale bloccata e lavoro fragile
Poche opportunità per chi lavora e troppi privilegi per i ricchi, salari stagnanti, precarietà e divari retributivi che colpiscono soprattutto giovani e donne.
Donne povere
Le disuguaglianze tra uomini e donne restano profonde e strutturali, nel lavoro come nelle pensioni.
Divari territoriali
Accanto al Nord-Sud emergono nuove fratture tra città e aree interne, centri e periferie.
Anziani e vulnerabilità
L’invecchiamento rivela disuguaglianze accumulate lungo tutta la vita. Povertà, solitudine e difficoltà di accesso ai servizi colpiscono soprattutto le persone anziane.
Sanità diseguale
Liste d’attesa e rinuncia alle cure minano l’universalità del diritto alla salute.
Minoranze e discriminazioni
Le disuguaglianze colpiscono in modo particolare minoranze religiose, culturali e sociali.
La voce biblica di Amos
La Bibbia denuncia l’ingiustizia sociale come negazione della libertà e della fedeltà a Dio.
Tratto da Nev.it
