La rubrica del pastore Marco Di Pasquale “Un pensiero in libertà”
È noto il detto: “la via per lʼinferno è lastricata di buone intenzioni”, non solo di quelle che restano intenzioni ma soprattutto di alcune, messe in atto con tenacia. Chi non converebbe nel considerare buona lʼintenzione di salvare lʼumanità dalla distruzione? O di adoperarsi a garantire che possa godere, globalmente e per millenni, di benessere e prosperità? Non è forse lʼorizzonte ultimo di ogni rivoluzione umanista, come pure dei supereroi della nostra adolescenza?
Elon Musk, il miliardario attualmente più famoso e influente, si è arrogato in questi due ultimi decenni mediante le sue aziende (X, SpaceX, Tesla mobilità e robotica, NeuraLink, StarLink) il ruolo di salvatore dellʼumanità. Da cosa? Dal pericolo imminente di estinguersi per lʼesaurirsi delle risorse planetarie con conseguenti terribili conflitti sociali e internazionali (da cui le scelte “verdi”, le auto elettriche, ecc., ma anche il serio progetto di colonie umane su Marte), e per la produzione a breve di super-intelligenze artificiali senzienti e auto-decisionali che schiavizzerebbero lʼumanità o se ne sbarazzerebbero.
Si tratta, per i teorici dei quali Musk è oggi il più in vista, di coniugare le due istanze morali summenzionate (salvare lʼumanità e garantire esistenza e sviluppo al maggior numero possibile di persone per i millenni futuri), ritenute indiscutibilmente “buone”, elaborando soluzioni tecnico-scientifiche e sociali da applicare ora su scala mondiale.
È il così detto “longtermismo” (long term, lungo termine), un progetto di ingegneria tecnologica e sociale che affonda le sue radici, fra molte, nella polis ideale teorizzata da Platone, nelle utopie filosofiche del tardo Cinquecento europeo, nellʼidea di capitalismo che si auto-regola, di Adam Smith, nel positivismo di Comte e Saint-Simon, nel socialismo scientifico di Marx ma soprattutto nel ciclo galattico-fantascientifico della Fondazione, di Isaac Asimov, e simili. È in sostanza lʼappropriazione, da parte di Musk, della famosa Legge Zero della robotica asimoviana: se si agisce nellʼinteresse di lungo termine dellʼumanità nel suo complesso sono rigettabili tutte le altre leggi che salvaguardano gli individui, ogni volta che paia necessario per quel bene ultimo.
Ora, salvare lʼumanità da un reale pericolo prossimo di autodistruzione è unʼistanza morale forte, ma neanche a unʼintera generazione spetta di garantire allʼumanità sopravvivenza, pace e benessere per millenni. È una falsa istanza morale: è la copertura del totalitarismo.
Consiglio di lettura: Fabio Chiusi, “Lʼuomo che vuole risolvere il futuro. Critica ideologica di Elon Musk”, Bollati Boringhieri, Torino 2023
