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Ricordare il passato

Luoghi e pietre sono importanti per affermare un’identità, per ricordare e ri-vivere momenti del passato, anche per quel che riguarda la nostra fede

«In avvenire, i vostri figli vi domanderanno: “Che cosa significano per voi queste pietre?” Allora voi risponderete loro: “Le acque del Giordano furono tagliate davanti all’arca del patto del SIGNORE; quando essa attraversò il Giordano, … e queste pietre sono per i figli d’Israele un ricordo per sempre”».

Giosuè 4, 6-7

L’attraversamento del Mar Rosso aveva cambiato la condizione di Israele, dalla schiavitù alla libertà. Allo stesso modo nel libro di Giosuè viene raccontato l’attraversamento del Giordano, per entrare dopo quarant’anni di nomadismo nella terra promessa. Questo passaggio trasformerà il popolo d’Israele da gruppo nomade a popolo stanziale, in una nazione dotata di terra.

Una cosa è importante per affrontare la nuova vita: ricordare il passato. Dodici pietre vengono raccolte durante la traversata e portate sulla riva opposta. Dodici pietre per ricordare. Ricordare e raccontare sono infatti due momenti essenziali per trasmettere la memoria alle giovani generazioni. Nel linguaggio ebraico non si tratta soltanto di richiamare alla memoria, ma di rivivere o almeno riflettere su ciò che si sta ricordando. Lo scopo del ricordare non è fine a se stesso, ma coinvolge in un evento chi non lo ha vissuto.

Il racconto di ciò che Dio ha fatto, il racconto della potenza di Dio e della sua fedeltà è il contenuto della catechesi familiare; i genitori sono chiamati a rendere conto ai figli e alle figlie della fede e della storia del popolo di cui fanno parte. Luoghi e pietre sono importanti anche oggi, per affermare un’identità, per ricordare e ri-vivere momenti del passato, anche per quel che riguarda la nostra fede. 

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