Si consolida l’esperienza della scuola domenicale e del catechismo online: ne parliamo con Ulrike Jourdan e Marco Casci
Si collegano da luoghi diversi, Puglia, Liguria, valli valdesi, fino all’Alsazia: sono i bambini e ragazzi della scuola domenicale e del catechismo online e i loro responsabili, rispettivamente la pastora Ulrike Jourdan e il pastore Marco Casci.
Lo schermo non è più una barriera, diventa qualcosa di permeabile: «Certo, bisogna avere anche un po l’attitudine», ammette Ulrike, ma, sottolinea Marco, «l’aspetto bello e molto importante è il fatto di portare un discorso di fede dentro le loro case: in diversi casi, in cui i genitori hanno ascoltato per caso delle frasi dei nostri incontri, queste sono state oggetto di conversazioni. I discorsi di fede, non confinati tra le mura dei templi, si vivono in famiglia, quando la Parola oltrepassa lo schermo…». Lo conferma Ulrike: «Ho l’impressione di essere più vicina ai genitori e alle famiglie con la modalità online, rispetto a quella in presenza…». L’incontro online diventa luogo di relazione: «Sono nate delle amicizie, i bambini si sono scritti delle lettere…».
Il catechismo online, che ha concluso il primo anno, nasce dall’esperienza ormai triennale della scuola domenicale, di cui si è occupata fin dalle origini la pastora Jourdan, che passerà il testimone alla collega Milena Martinat.
Spiega Jourdan: «Non dobbiamo “inculcare” la nostra fede, ma bambini e ragazzi hanno bisogno di luoghi dove parlare della loro fede e di temi che in genere non trattiamo con loro, come la morte (uno dei temi di quest’anno), sono pochi gli spazi dove possono dire anche con una certa libertà che cosa pensano, quali domande hanno e dare le loro risposte. Anche se per noi adulti è difficile accettarle! Nelle scuole vedo dei ragazzi davvero fragili: hanno bisogno del messaggio che “Dio è amore”, perché dà loro una stabilità per poter crescere sani».
Sfida altrettanto grande è quella affrontata per la prima volta da Marco Casci: «È stato molto stimolante “creare l’atmosfera” non sta nelle nostre mani, è un dono che va ricevuto, ma chiaramente sta a noi non ostacolare questo processo… Con le ragazze, metà delle quali veniva dalla scuola domenicale online, abbiamo costituito pian piano questo gruppo di “avventuriere” nei meandri delle risposte al perché o ai perché di questa vita». E motivo di speranza sul proseguimento di questo percorso, aggiunge, è che tutte hanno manifestato la volontà di proseguire con il secondo anno.
Dopodiché, ricorda la pastora Jourdan, concluso questo biennio che copre la terza media e la prima superiore, si è deciso che non ci sarà «una specie di confermazione: il catechismo online si fa perché è bello e fa bene, ma chi vuole fare la confermazione (o il battesimo) deve contattare una chiesa locale: non si può essere membro di chiesa online». E ribadisce l’invito, per chi può, a frequentare la scuola domenicale e il catechismo in presenza.
In settembre le famiglie interessate potranno contattare Marco Casci o Milena Martinat, ci sarà un incontro per definire giorni e orari e gli incontri dovrebbero partire all’inizio di ottobre.
A margine dell’intervista, discutiamo sugli orientamenti che si stanno affermando nelle nostre chiese: sempre meno ragazzi seguono il percorso (“classico” soprattutto per le valli) che a 16-17 anni portava alla confermazione o al battesimo. Alcuni posticipano perché “si aggregano” a una classe successiva, o perché hanno ripreso il loro percorso dopo un’interruzione. Altri anticipano, soprattutto in città, perché, ricorda la pastora Jourdan, «abbiamo notato che più si aspetta più si rischia di perderli, non per mancanza di interesse, ma perché gli impegni diventano così tanti che non hanno più tempo».
Tratto da Riforma.it
