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Premio “Roberto Morrione” per il giornalismo investigativo

Il saluto del moderatore William Jourdan

Tornano a Torino le giornate del Premio “Morrione” per il giornalismo investigativo, da giovedì 29 a sabato 31 ottobre con dibattiti, laboratori e la proiezione delle cinque inchieste realizzate dai giornalisti under trenta, per ricordare che «l’informazione indipendente è spesso minacciata da bavagli, da querele temerarie ed è sorretta dal sacrificio di troppi reporter lasciati soli o uccisi sul campo in contesti internazionali», ricorda Giovanni Celsi dirigente Rai e presidente dell’Associazione “Amici di Roberto Morione” nel libretto che ci ricorda anche il Leitmotiv di quest’anno: “Povere parole”.

Il moderatore della Tavola valdese William Jourdan, nel libretto che accompagna le ricche giornate torinesi scrive così:

«Una delle persone che mi hanno accompagnato nel mio percorso di studi e di vita come pastore protestante ha sempre riconosciuto – nella prassi prima ancora che nella teoria – una fondamentale importanza alle parole e al modo in cui le si utilizza. Strumento essenziale per articolare le idee, la parola – nella sua forma scritta o orale – non può mai essere utilizzata con scarsa cura. Servirsi di una parola in modo inappropriato o impreciso è un torto nei confronti della lingua che pratichiamo, ma è un torto anche verso noi stessi. Ci priva della possibilità di esprimere appieno i nostri pensieri, li trasforma in qualcosa di superficiale o di scarsamente interessante, non rende giustizia al tentativo di strutturare un ragionamento. Insomma, una parola povera – nel senso che è privata della ricchezza di potenzialità che porterebbe con sé – genera un pensiero povero, una povertà di riflessione e, spesso, anche di capacità di azione. Di fronte alle parole che vengono inopportunamente impoverite della loro bellezza e della pienezza del loro significato da parte di utenti scarsamente avvezzi a valorizzarle, si può solamente riprendere il tema delle Giornate del Premio Roberto Morrione di quest’anno e dire, con un senso di compatimento: povere parole!

Il sostegno convinto che, attraverso l’Otto per Mille delle Chiese metodiste e valdesi, si rivolge al Premio Roberto Morrione, non può che essere riconfermato in un anno come questo, considerando anche e proprio il tema scelto di questa edizione. Certo, il protestantesimo conosce un rapporto del tutto particolare con una Parola (con la “P” maiuscola) che guida e orienta la vita dei credenti. Eppure, è ben consapevole che non solo la vita dei credenti ma di tutte le persone ha bisogno di parole ricche di significato, ricche di verità, di giustizia, di impegno, di profondità, di nuovi orizzonti. Se il giornalismo d’inchiesta ci accompagna nel cercare parole come queste, deve poterlo fare. Deve essere sostenuto».

Foto di Pietro Romeo

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