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Pentecoste: essere luce in mezzo all’oscurità del mondo

La capacità di dare luce viene dallo Spirito di Dio e non è frutto dell’abilità o dell’efficienza né dello sforzo o della risolutezza degli esseri umani

“«Non per potenza, né per forza, ma per lo Spirito mio» dice il Signore degli eserciti»”.

Zaccaria 4,6

Nel febbraio del 1991 si svolse a Canberra, in Australia, la settima Assemblea generale del Consiglio ecumenico delle chiese dal tema Vieni Spirito Santo, rinnova l’intero creato. Si trattava per la prima volta di una invocazione della terza persona della trinità in una assemblea ecumenica, con una forte enfatizzazione dell’azione dello Spirito nel processo di rinnovamento non solo nel dialogo tra le chiese e le religioni, ma anche e soprattutto nella costruzione di un paradigma ecologico sostenibile e di una pace duratura tra i popoli.

Le parole del libro di Zaccaria si trovano all’interno di una visione del profeta in cui la vocazione del popolo di Israele di essere luce delle nazioni è raffigurata da un candelabro d’oro alimentato dall’olio di due olivi che rappresenta proprio lo Spirito di Dio. Il messaggio di questa visione non solo annuncia la missione del nuovo Israele di essere luce in mezzo all’oscurità di questo mondo, ma anche e soprattutto ricorda che la capacità di dare luce viene dallo Spirito di Dio e non è frutto dell’abilità o dell’efficienza né dello sforzo o della risolutezza degli esseri umani. Tale Spirito non giunge direttamente al popolo, ma grazie alla mediazione di due unti, i due alberi di ulivo, cioè il sommo sacerdote e il re davidico del nuovo Israele.

Il racconto della Pentecoste ci descrive la stessa visione profetica: lo Spirito di Dio che Gesù, sommo sacerdote e re, ha inviato riempie di potenza i discepoli perché possano annunciare l’evangelo della risurrezione. Se vogliamo veramente riconciliare questo mondo provato dalle sue divisioni ecumeniche, dalle sue ferite ecologiche e dalle sue frontiere di guerra, forse dovremmo provare a invocare innanzitutto lo Spirito di Dio, capace di rinnovare l’intero creato.

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