Pasqua è la promessa di transizioni sorprendenti e cambi di prospettiva
Maria, invece, se ne stava fuori vicino al sepolcro a piangere. […] Gesù le disse “Maria!” Ella, voltandosi, gli disse in ebraico : “Rabbunì!”, che vuol dire “Maestro!” Gesù le disse: “Non trattenermi…”
Giovanni 20, 11. 16-17
Pasqua celebra la risurrezione di Gesù Cristo, la rivincita sulla morte, anzi, su tutte le forze mortifere, è annuncio e promessa di vita nuova. Questo messaggio ci vuole raggiungere nonostante e in mezzo alle contraddizioni della nostra vita. Non passa sopra il nostro dolore e i nostri lutti, non è gioia e luce senza ombre, non cancella semplicemente il vecchio, il passato.
Gli stessi discepoli e le donne che appartengono al cerchio intimo dei seguaci di Gesù stentano a crederci, rimangono sconvolti e sorpresi. Nel racconto di Giovanni due discepoli davanti alla tomba vuota “non avevano ancora capito” e tornano a casa. Resta una donna, Maria Maddalena, a piangere Gesù. Pietrificata nel suo dolore e assorta nel pianto, si volta soltanto quando si sente chiamata per nome, quando viene vista e riconosciuta nel suo lutto. Solo allora riesce ad alzare lo sguardo, a non fissare più il sepolcro, a lasciarsi alle spalle ciò che è morto.
“Non trattenermi…” le dice allora Gesù.
Pasqua può diventare anche per noi l’invito a non trattenere, a lasciar andare, a diventare di nuovo più leggeri.
Pasqua è la promessa di possibili nuovi inizi, di transizioni sorprendenti dove tutto sembra finito, precluso.
Possiamo alzare lo sguardo e cambiare prospettiva. Voltiamoci, la pietra è già rotolata; forse un varco inaspettato si aprirà, e un sentiero luminoso ci sorprenderà.
