Isaia ci ricorda che la speranza è un dono di Dio che ci è vicino
Lo Spirito del Signore DIO è su di me, perché il SIGNORE mi ha unto per recare una buona notizia agli umili; mi ha inviato per fasciare quelli che hanno il cuore spezzato, per proclamare la libertà a quelli che sono schiavi, l’apertura del carcere ai prigionieri, per proclamare l’anno di grazia del SIGNORE, il giorno di vendetta del nostro Dio; per consolare tutti quelli che sono afflitti; per mettere, per dare agli afflitti di Sion un diadema invece di cenere, olio di gioia invece di dolore, il mantello di lode invece di uno spirito abbattuto, affinché siano chiamati querce di giustizia, la piantagione del SIGNORE, per mostrare la sua gloria.
Isaia 61, 1-3
Queste parole di Isaia aprono uno spazio di speranza. Il profeta parla a un mondo ferito, a persone che portano pesi, delusioni, catene di paura, di colpa o di scoraggiamento. Eppure il tono principale di questo testo non è il rimprovero, ma la promessa: Dio manda, Dio tocca, Dio agisce. Allora come oggi.
La parola profetica non parla di minaccia, ma di guarigione. Si rivolge proprio a chi ha il cuore spezzato, parla con tenerezza e non passa oltre davanti agli invisibili. Non è un messaggio di potere, ma di misericordia. È il racconto di un Dio che dona nuovi inizi. Nuovi inizi di speranza.
Ogni nuovo inizio ha bisogno di questa speranza di cui ci parla il profeta. Senza di essa mancherebbe il coraggio di fare il primo passo. Anche per l’inizio di quest’anno abbiamo bisogno di tanta speranza. Isaia ci ricorda che questa speranza ci viene donata da un Dio che ci è vicino. Non dobbiamo fare il primo passo da soli: c’è Lui accanto a noi nell’anno che ci attende. Lui che ci promette di fasciare ciò che si spezzerà. Di più: ci promette di far regnare libertà, grazia, gioia, lode e giustizia.
Che buona notizia! Che meravigliosa speranza con cui iniziare un anno veramente nuovo!
