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Muoversi verso l’ignoto

In tutti i testi in cui Gesù chiede ai suoi di mettersi in viaggio per l’altra riva dimostra che lui è con loro

“In quello stesso giorno, alla sera, Gesù disse loro: «Passiamo all’altra riva»”.

Marco 4,35

Diverse volte Gesù dice, sollecita, chiede ai suoi amici e alle sue amiche di muoversi da una riva a quella opposta. “Passare all’altra riva”. Una frase innocua, che generalmente soccombe rispetto al racconto che segue. Vorrei soffermarmi invece su questa richiesta. 

Andare all’altra riva richiede di lasciare un luogo, un posto – forse anche un’abitudine – e muoversi verso l’ignoto, oltre i territori familiari per esplorare qualcosa di nuovo. Racchiude l’idea di intraprendere un nuovo viaggio, abbracciare esperienze sconosciute e uscire dalla propria zona di comfort. Facile da dire, e anche da ascoltare, ma metterla in pratica è tutta un’altra faccenda.

Il posto dove viviamo lo  conosciamo, lì siamo a casa, sappiamo come muoverci, cosa ci si aspetta da noi. Metaforicamente Gesù ci chiede di essere aperti al nuovo. Essere disponibili ad accogliere il cambiamento come opportunità di crescita personale. Ci incoraggia a mettere in discussione i propri preconcetti ed ad avventurarsi in territori inesplorati con la mente aperta.

Lasciare qualcosa di conosciuto e affrontare il nuovo per qualcuno rappresenta un’opportunità, ma spesso viene vissuto con insicurezza, timore e ritrosia. Quando Gesù chiede ai suoi di andare all’altra riva, quella non è lontanissima. L’altra riva si vede, divisa solo da uno specchio d’acqua. Certo anche questo specchio d’acqua può essere insidioso, può rivelare incognite. Vento, onde, burrasca e altri pericoli saranno da affrontare. Ma in tutti i testi in cui Gesù chiede ai suoi di mettersi in viaggio per l’altra riva dimostra che lui è con loro. “Coraggio, ci sono Io, non abbiate paura” (Mt 14,27).

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