Il 17 maggio torna l’appuntamento che ci ricorda l’impegno contro ogni forma di discriminazione
Il 17 maggio torna la Giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia cui aderiscono anche le chiese metodiste e valdesi. Una ricorrenza in cui le comunità di fede e i gruppi di cristiani LGBTQ+ ricordano le tante vittime della violenza e vegliano insieme per il superamento di questa forma di discriminazione presente nella società e, spesso, anche nelle chiese.
La Giornata è un monito contro la violenza di genere che va combattuta in ogni sua forma, fuori e dentro le chiese al fine di rendere la società che abitiamo più inclusiva.
Accanto alla Giornata, nel 2007, vengono ideate le “Veglie per il superamento dell’omotransfobia” grazie all’iniziativa del gruppo cristiano LGBT Kairos di Firenze, che reagì al tragico suicidio di un giovane gay a Torino. In quell’anno furono organizzate veglie di preghiera in quattordici città, dando il via a un movimento che avrebbe assunto dimensioni sempre più ampie. Fin dal principio il coordinamento delle iniziative è stato gestito dal gruppo Progetto Gionata, realtà di servizio che favorisce l’accoglienza, la formazione e l’informazione dei cristiani LGBT, dei loro familiari e degli operatori pastorali, nonché il dialogo su questi temi con le diverse realtà cristiane.
Sono passati diciannove anni e gli eventi riguardano ora tutta Italia con numerosi eventi ecumenici organizzati. Ogni anno le veglie sono accompagnate da un versetto biblico o da una frase simbolica votata dal pubblico con un sondaggio, strumento per orientare la preghiera e dare voce a ciò che spesso resta inascoltato: la paura e il coraggio, la ferita e la dignità, l’esclusione e l’accoglienza, la libertà e l’amore che non abbandona. «Non temere, perché io ti ho riscattato, ti ho chiamato per nome» (Isaia 43, 1) è quello prescelto per l’edizione 2026.
