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Fare rumori di gioia

Nonostante le cattive notizie che ci circondano, siamo chiamati a proclamare la giustizia e la fedeltà di Dio

“Cantate al Signore un cantico nuovo”.

Salmo 98,1

Nel 1719 venne pubblicato il famoso inno Joy to the world del poeta e teologo inglese Isaac Watts, scritto quando era pastore nella chiesa di St Mark’s Lane e basato sulle parole del salmo 98, con il proposito di creare degli inni più attuali ispirandosi ai Salmi di Davide. Con esso Watts intendeva celebrare il trionfale ritorno di Cristo alla fine dell’età presente. Lo spirito del salmo fu dunque preso alla lettera dal pastore inglese e il suo tentativo è rimasto una pietra miliare nell’innologia protestante.

Cosa è dunque questo cantico nuovo di cui parla il salmista e perché deve essere nuovo? L’espressione ebraica, che ritroviamo già sulla bocca del profeta Isaia, ha a che fare con una novità assoluta, mai vista prima e non ripetibile, potremmo dire inedita, qualcosa che genera sorpresa. Il canto che qui si è invitati ad innalzare è nuovo non perché al posto di quello antico sia stato sostituito un nuovo testo o una nuova melodia, ma perché è accaduto qualcosa di nuovo ad opera di Dio e il cantico costituisce una risposta a questo nuovo agire di Dio o, viceversa, l’agire nuovo di Dio si rispecchia in questo cantico. La novità non sta dunque nella reiterazione di qualcosa di vecchio, ma in una nuova creazione che rompe con il passato. Il canto nuovo ha per contenuto una buona notizia, un annunzio gioioso che cambierà le sorti di questo mondo: Dio viene a governare con giustizia.

Cosa c’è di buono e di gioioso oggi sotto i nostri occhi da indurci a elevare al Signore un cantico nuovo? Soprattutto, abbiamo ancora una speranza nell’evangelo di Gesù Cristo per questo mondo? Nonostante le cattive notizie che ci circondano e le voci arroganti che si ergono a giudici del nostro tempo, il salmo ci invita a fare rumori di gioia, proclamando la giustizia e la fedeltà di Dio davanti a tutte le nazioni.

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