Non siamo più soli nel peso della nostra fragilità perché siamo custoditi da Dio
“Perché saresti come un uomo sopraffatto, come un prode che non può salvare? Eppure, SIGNORE, tu sei in mezzo a noi e il tuo nome è invocato su di noi; non abbandonarci!”
Geremia 14,9
Come trovare speranza nel buio che ci circonda quando ci sentiamo sopraffatti? Non è affatto facile. Eppure, leggendo queste parole del profeta Geremia, ci viene rivelata una certezza che tutti noi cristiani, in realtà, conosciamo, ma che nei momenti di fragilità tendiamo a dimenticare: «Tu sei in mezzo a noi».
Dio è in mezzo a noi. È una certezza forte. Una certezza che forse non cambia subito le circostanze esteriori, ma trasforma profondamente il nostro sguardo interiore. Se Dio è in mezzo a noi, non siamo più soli nel peso della nostra fragilità. Il suo nome invocato su di noi significa che gli apparteniamo e che siamo custoditi da Lui. E questo rimane vero anche quando ci sembra lontano.
Spesso cerchiamo Dio nelle cose che riescono, nella luce, nella gioia. Geremia, invece, lo riconosce proprio nella difficoltà: non come una presenza rumorosa, ma come una fedeltà certa e silenziosa. È un continuo ricevere la promessa: «Sono in mezzo a voi».
Non c’è dunque bisogno di nascondere le nostre ferite: possiamo portarle davanti al nostro Dio. Egli non ci abbandona quando sbagliamo; resta proprio lì con noi e ci si fa ancora più vicino.
Non dobbiamo avere paura delle nostre debolezze, perché possiamo essere certi che Dio è sempre lì ad accompagnarci. La sua presenza ha la potenza di trasformare la paura in speranza e la debolezza in forza. Possiamo rimanere sereni e gioiosi in questa certezza, proprio perché: «Tu sei in mezzo a noi».
