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Democrazia in pericolo, democrazia da fare

La prima conferenza stampa del Sinodo valdese 2026

Torre Pellice (NEV/CS20-sv02), 23 agosto 2026 – In diretta da Torre Pellice (Torino), la prima conferenza stampa del Sinodo valdese 2026, dedicata al tema “Democrazia in pericolo, democrazia da fare”. Sono intervenuti la pastora Mirella Manocchio, presidente della Federazione delle donne evangeliche in Italia (FDEI), e il presidente del Sinodo 2026, pastore Daniele Bouchard. Ha moderato Pawel Gajewski, coordinatore della Commissione stampa del Sinodo.

Al centro dell’incontro è stato il rapporto tra democrazia, vita delle Chiese, diritti e responsabilità, a partire dalla consapevolezza che la democrazia non sia una conquista acquisita una volta per tutte, ma una pratica da rinnovare continuamente.

Che contributo possono offrire le Chiese alla democrazia? “Innanzi tutto esercitandola”: così ha detto Bouchard, parlando della struttura democratica della Chiesa valdese, che trova nel Sinodo una delle sue massime espressioni ma si realizza anche nelle assemblee locali, è infatti intesa non soltanto come un’organizzazione, ma come un metodo capace di valorizzare la diversità dei punti di vista e trasformarla in una risorsa per costruire insieme.

La democrazia, ha sottolineato Manocchio, è strettamente legata alla garanzia dei diritti per tutte e tutti. Nel contesto delle celebrazioni per gli 80 anni del voto alle donne in Italia e per i 50 anni della FDEI, la presidente ha ricordato che la parità di genere non può essere considerata un risultato acquisito né ridursi a uno slogan: richiede una continua verifica delle relazioni, dei modelli culturali e delle forme di esercizio del potere, anche all’interno delle Chiese.

Nel corso della conferenza sono stati richiamati anche il dialogo ecumenico e interreligioso, la responsabilità delle Chiese nella società e il loro contributo alla costruzione della pace. Bouchard ha ricordato inoltre che il Sinodo sta discutendo un atto, non ancora votato, che si richiama all’articolo 11 della Costituzione, sul tema della pace e del dialogo.

La conferenza stampa ha ripreso anche i temi affrontati nella serata pubblica di ieri dal sociologo Stefano Allievi e dal teologo Fulvio Ferrario, dedicata al rapporto tra democrazia, pluralismo e gestione del conflitto. Il conflitto è stato presentato non come una patologia, ma come una componente fisiologica delle società plurali: la sfida della democrazia è dunque quella di gestirlo e trasformarlo in confronto, mediazione e convivenza, evitando che degeneri in guerra.

In una società caratterizzata da crescente superdiversity, polarizzazione e moltiplicazione delle identità, è emersa la necessità di creare spazi di dialogo, decantazione e costruzione di linguaggi comuni. In questo scenario le Chiese possono offrire un contributo come luoghi storicamente consolidati di discernimento, pensiero critico e sperimentazione di pratiche di gestione del conflitto.

Qui un approfondimento.

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