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Corridoi umanitari, il 30 settembre in arrivo 22 persone dalla Turchia

Saranno accolti in tutta Italia, e in particolare a Genova, Roma, Firenze e altre città, grazie all’accoglienza della Diaconia Valdese

Roma (NEV/CS30), 28 settembre 2026 – Arriveranno nella mattinata di mercoledì 30 settembre ventidue persone con un corridoio umanitario della Federazione delle chiese evangeliche in Italia.

Sono di origine afghana, iraniana, somala, e si tratta di cinque famiglie con minori e di quattro uomini. Tra i nuclei famigliari, due famiglie iraniane convertite al cristianesimo, una famiglia con una ragazzina con disabilità fisica e cognitiva, alcune persone vittime di torture.

Dal punto di vista delle risorse professionali, focus di questo progetto di accoglienza, tra le persone in arrivo ci sono un filmaker, due grafici e informatici, un ricercatore, un contabile,  due saldatori e un meccanico. Alcuni di questi professionisti hanno già fatto da remoto dei colloqui di lavoro con aziende italiane, con l’intento di poter velocizzare il loro percorso di inclusione lavorativa in Italia, dopo aver raggiunto un livello sufficiente di apprendimento della lingua italiana.

Saranno accolti in tutta Italia, e in particolare a Genova, Roma, Firenze e altre città, grazie all’accoglienza della Diaconia Valdese.

L’arrivo di queste persone rientra in uno dei protocolli siglati dalla Federazione delle chiese evangeliche in Italia, con la Tavola valdese e la Comunità di Sant’Egidio, e i Ministeri degli Interni e degli Esteri, ed è svolto in collaborazione con UNHCR. L’iniziativa è finanziata in larga parte dall’Otto per mille della Chiesa valdese.

“Questo corridoio rappresenta per noi un passo in avanti per tre ragioni – spiega Marta Bernardini, coordinatrice di Mediterranean Hope, programma migranti e rifugiati della Federazione delle chiese evangeliche in Italia -. In primis perché le persone arrivano per la prima volta dalla Turchia, un Paese che ospita tre milioni di rifugiati. In secondo luogo, perché si inizia a concretizzare quella che chiamiamo community sponsorship, ovvero l’esperienza di comunità che si attivano e si mettono a disposizione per fornire una rete di sostegno alle persone rifugiate. Infine, in questo corridoio si inizia a mettere in pratica il modello dei “corridoi umanitari +”, ovvero un sistema che tiene insieme, già nella fase prima della partenza, la dimensione umanitaria e quella dell’inclusione lavorativa”.

“Il progetto dei corridoi umanitari cresce e si arricchisce, in un’Europa in cui purtroppo dilagano xenofobia, odio e razzismo – dichiara Daniele Garrone, presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia – . Proprio per fronteggiare questi fenomeni, noi continuiamo a credere che si debba ritornare alle radici del nostro continente, della sua costituzione, basata su valori come la democrazia, la pace e l’accoglienza. La posta in gioco è molto alta, per noi credenti ma non solo: ne va realmente del futuro degli Stati europei, con il rischio concreto di perdere per sempre la nostra anima e dunque la nostra ragion d’essere, il motivo per cui questa unione è nata”.

Tratto da Nev.it

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