Il saluto della moderatora della Tavola Valdese, Alessandra Trotta, durante il culto per le celebrazioni
Domenica 24 maggio, nel giorno di Pentecoste, la Chiesa metodista coreana di Roma ha celebrato il culto per il suo 30° anniversario di fondazione. La Chiesa è sorta per venire incontro alle esigenze di credenti di lingua coreana di diverse denominazioni che soggiornano a Roma. Nel 1996 la Chiesa metodista coreana di Roma chiese di essere accolta nell’Unione delle chiese valdesi e metodiste. Una convenzione approvata dal Sinodo regola i rapporti tra la Chiesa, la Tavola Valdese e il Comitato permanente dell’OPCEMI.





Al culto ha preso parte anche la moderatora della Tavola Valdese che è intervenuta con un messaggio di saluto che riportiamo qui di seguito:
Caro pastore Hong, cara pastora Kim,
cari fratelli e care sorelle, sono veramente molto felice di partecipare alla vostra gioia per questo 30° anniversario della fondazione, qui a Roma, della vostra comunità, pienamente inserita nella nostra Unione di chiese metodiste e valdesi in Italia.
Sono felice di portarvi il saluto festoso di tutte le chiese che vivono all’interno di questa unione solidale di fede, speranza e amore; che con voi ringraziano il Signore per il cammino di fedeltà all’Evangelo di Gesù Cristo che avete sin qui percorso e invocano la forza, il soffio di vita e di rinnovamento dello Spirito Santo per la prosecuzione di questo cammino.
Ringraziamo il Signore per i talenti speciali che questa comunità ha ricevuto e che vengono da sempre messi con generosità a disposizione della testimonianza comune del suo Regno di pace, di giustizia, di misericordia, di accoglienza senza confini e al di là di muri e barriere di odio e divisione che il peccato umano continua a costruire.
Penso in particolare all’impatto potente dell’annuncio evangelico che diffondete attraverso la musica e il canto, capaci di penetrare efficacemente anche nei cuori più chiusi e distratti; e di far fare a chi ascolta una profonda esperienza della straordinaria bellezza di colori, profumi e suoni che il Signore ha immesso nel mondo da lui creato.
Vi sono anche alcune ragioni personali che mi emozionano particolarmente nel vivere con voi questa celebrazione. La prima è rappresentata dai ricordi di tanti momenti condivisi, in particolare con le generazioni di bambini e giovani che per alcuni anni hanno partecipato ai campi di Ecumene, insieme a coetanei provenienti da comunità locali sparse in ogni parte del Paese, portatori di differenti storie, culture, tradizioni, comprensioni delle cose del mondo e della Parola di Dio, ma accomunati dal desiderio di crescere nella fede, anche attraverso il confronto e il dialogo fra diversi che sanno ascoltarsi, che si rispettano e vogliono contribuire insieme a costruire un mondo migliore. Alcuni di questi bambini e giovani li abbiamo visti diventare adulti, pronti ad assumersi le responsabilità di una attiva partecipazione alla vita della comunità e della Chiesa tutta. Speriamo che altri bambini e giovani potranno in futuro fare esperienze simili.
La seconda ragione di personale vicinanza a questa vostra comunità nasce dalla somiglianza alla mia comunità d’origine a Palermo (Sicilia) in una vocazione speciale: quella a essere per molti una comunità non per tutta la vita, ma per alcuni anni della propria esistenza, anni di studio e formazione, talvolta di lavoro non stabile, di sviluppo di competenze da spendere altrove, in percorsi migratori a volte più facili, altre volte più faticosi, fatti di sradicamenti dolorosi, ma anche di voglia di investire in un futuro migliore per se stessi e per le proprie famiglie. Una comunità per certi versi di passaggio, che sa essere un porto sicuro, una famiglia amorevole per chi è appena arrivato; e sa salutare chi, dopo alcuni anni in piena comunione, parte per un altrove. Una comunità da cui si diramano molti fili d’amore, un amore vero che non imprigiona, ma fornisce le risorse per vivere con più sicurezza e fiducia la vita piena e abbondante a cui il Signore ha destinato tutte le sue creature.
Voglia il Signore continuare a benedirvi, a darvi sapienza, coraggio, fedeltà e tanta gioia!
La moderatora della Tavola Valdese
Diacona Alessandra Trotta
