Il Sinodo, sollecitato dall’atto 16/CD IV/26 in merito alla grave situazione di sfruttamento del lavoro bracciantile che coinvolge il sistema sociale agricolo nel nostro Paese, ritiene urgente contribuire al dibattito nazionale al fine di una presa di coscienza collettiva. Il sistema globale di sfruttamento non è solo questione economica ma innanzitutto politica: lavoratori e lavoratrici irregolari, senza residenza, senza una casa dignitosa, senza permesso di soggiorno stabile e senza contratti regolari non possono sindacalizzarsi e restano meri strumenti di produzione senza diritti.
Il Sinodo rifiuta ogni politica di confinamento abitativo di cui sono vittima costante i lavoratori e le lavoratrici braccianti poiché non fa che perpetuare grave discriminazione e ingiustizia sociale.
Invita le chiese a collaborare con tutte quelle associazioni che sui rispettivi territori lavorano in rete per un efficace cambiamento delle politiche di accoglienza e integrazione.
