di fronte alla strage perpetrata dallo Stato di Israele nei confronti della popolazione palestinese a Gaza; alle aggressioni dell’esercito israeliano e dei coloni in Cisgiordania; alla sostanziale passività della politica internazionale, che nella pratica si traduce in una piena impunità se non in esplicito appoggio all’operato di Israele;
nella consapevolezza della complessità di ogni ricostruzione storica ed in questo caso anche teologico-esegetica del conflitto israelo-palestinese (prima e dopo la svolta inaugurata dal massacro perpetrato da Hamas il 7 ottobre 2023);
- invita le chiese a intensificare la preghiera, le iniziative locali, l’informazione e la formazione sulla tragedia medio-orientale e sulle sue dimensioni religiose;
- invia alle chiese il documento Kairos Palestine 2, delle cristiane e dei cristiani palestinesi, come potente testimonianza sulla tragedia in corso, nonché come riflessione, da parte palestinese, che stimola l’approfondimento e il dibattito critico;
- esprime gratitudine e incoraggiamento a coloro che, all’interno di Israele e del mondo ebraico, manifestano la loro protesta nei confronti della politica attuale del governo di Netanyahu;
- incoraggia il lavoro di chi, come l’Amicizia Ebraico-Cristiana e il Segretariato Attività Ecumeniche (SAE), mantenga aperti, in tempi drammatici, spazi per il dialogo ecumenico tra chiesa ed ebraismo e per quello interreligioso con l’Islam;
- condanna ogni forma di ripresa di comportamenti o linguaggi antisemiti, che strumentalizzano la politica criminale dello Stato di Israele in questa fase per risuscitare fantasmi potenzialmente, o anche effettivamente, assassini;
consapevole della debolezza di ogni parola e anche di ogni tentativo di solidarietà materiale (peraltro necessari) il Sinodo non intende rinunciare all’invocazione di Colui che è in grado di rinnovare ogni realtà nell’onnipotenza dell’amore. Nella nostra povertà e nella tragedia della storia ripetiamo: vieni, te ne preghiamo, Signore Gesù.
