Il Sinodo, di fronte
- al disordine mondiale che sta contagiando la politica, l’economia, le relazioni internazionali e quelle sociali, e che sta lasciando sempre più spazio alle politiche di potenza, basate solo sulla forza economica, tecnologica e militare, in una logica di guerra e di riarmo permanenti;
- alla crescita delle disuguaglianze economiche e sociali che nel mondo sta mettendo a rischio il godimento dei diritti fondamentali ed il progressivo deterioramento dei principi democratici in molti Paesi, tra cui l’Italia;
- al diffondersi del fondamentalismo religioso, trasversalmente alle diverse confessioni cristiane e di altre religioni, come l’altra faccia dell’autoritarismo, che vuole annullare il dialogo e la pluralità dei significati teologici a vantaggio di un pensiero unico, acritico, suprematista e discriminatorio,
invita le chiese a:
- continuare a ricercare e rispettare il senso profondo della Parola biblica, prendendo le distanze da ogni tipo di predicazione funzionale a ideologie e teologie identitarie e oppressive;
- intensificare, anche nei momenti più difficili e nelle situazioni più contraddittorie, una cultura del dialogo, della inclusione e della pace;
- realizzare, pur consapevoli delle nostre fragilità, tutte le azioni che possiamo fare per costruire percorsi condivisi di solidarietà, di uguaglianza e di accettazione verso le vittime innocenti di questo nuovo disordine mondiale che, per garantire le ricchezze ai pochi, produce ai molti, sempre più povertà, sofferenza, sfruttamento, migrazioni dolorose e spesso la morte.
