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  • Giovanni 16, 33

    di Anne Zell

    «Nel mondo avete tribolazione; ma fatevi coraggio, io ho vinto il mondo»
    Le parole di Gesù prendono sul serio le preoccupazioni dei suoi seguaci allora, come le nostre oggi. Non illudono sulle reali difficoltà nella vita ma ci aprono uno spiraglio di speranza.

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  • Rogate: Pregare per la città

    di Anne Zell

    «Così parla il Signore degli eserciti, Dio d’Israele, a tutti i deportati che io ho fatto condurre da Gerusalemme a Babilonia: Costruite case e abitatele; piantate orti e mangiatene il frutto; prendete mogli e generate figli e figlie; prendete mogli per i vostri figli, date marito alle vostre figlie perché facciano figli e figlie; moltiplicate là dove siete e non diminuite. Cercate il bene della città dove io vi ho fatti deportare e pregate il Signore per essa; poiché dal bene di questa dipende il vostro bene.» (Geremia 29, 4-7)
    Anche in circostanze impossibili - esilio, schiavitù, precarietà - Dio rende possibile nuovi inizi, da chiedere a lui tanto per l’altro quanto per sé

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  • Giona 4: 10-11

    di Enrico Benedetto

    «Il Signore disse: "Tu, tu hai pietà del ricino, che non ti è costato alcuna pena e che non hai fatto crescere, che è nato in una notte ed è scomparso in una notte. E io, io non avrei pietà di Ninive, la gran città, dove vi sono più di centomila esseri umani che non sanno distinguere la destra dalla sinistra, e bestie in gran numero!"».
    Il Signore introduce la pietà, ovvero la capacità di preferire l’altro alla propria coerenza. Ed è proprio alla centralità della misericordia che richiama Giona

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  • Giona 4: 5-8

    di Enrico Benedetto

    «Giona uscì da Ninive (...), si costruì una capanna (...) per vedere che sarebbe successo alla città. Il Signore fece intervenire una pianta di ricino (...) che gli fece ombra al capo liberandolo dal suo male. Giona provò una grande gioia. (...) Ma l’indomani, all’alba, Dio fece intervenire un vento asfissiante (...) che seccò il ricino, prostrando Giona, (...) che disse: "Meglio morire che vivere"»
    Arrabbiatosi con il Signore, che gli fa annunciare prima la distruzione di Ninive salvo poi graziarla, Giona fa il muso chiamandosi fuori

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  • Giona 4: 1-4

    di Enrico Benedetto

    «Dio vide che gli abitanti di Ninive si erano pentiti e che abbandonavano la cattiva strada. Allora Dio rinunciò al male che aveva annunciato di far loro: non lo fece. Giona la prese male e si arrabbiò. E pregò il Signore, dicendo: "(...) Ecco perché avevo preferito fuggire a Tarsis! Sapevo che sei un Dio clemente e compassionevole, paziente e grandemente fedele. Ora, Signore, prendimi la vita, ti prego, perché per me è meglio morire che vivere". Il Signore rispose: "Fai bene ad arrabbiarti?"»
    In quattro versetti, due colpi di scena, una conclusione inattesa e il punto interrogativo finale. Dio cambia idea. Giona se la prende.

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