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  • Giovanni 11,23

    di Salvatore Ricciardi

    «Gesù ha detto: IO SONO la risurrezione e la vita. Chi crede in me, anche se muore, vivrà
    Abbiamo tutti ricevuto, o fatto, una visita di condoglianze. Conosciamo la tristezza che si condivide. Il cap. 11 dell’evangelo di Giovanni racconta la visita di condoglianze che Gesù fa alle amiche Marta e Maria per la morte del fratello Lazzaro. Gesù è profondamente partecipe del loro dolore, e piange con loro. Gesù parla a Marta della risurrezione e dichiara: Io sono la risurrezione e la vita. A Pasqua ciò è diventato evidente.

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  • Giovanni 18,17-18

    di Salvatore Ricciardi

    «Pilato gli disse: Sei tu re? Gesù rispose: IO SONO RE, e per questo sono venuto nel mondo, per testimoniare della verità. Pilato gli disse: Che cosa è verità?»
    La "domenica delle Palme" ricorda l’ingresso trionfale di Gesù in Gerusalemme, acclamato come il Messia finalmente venuto a restituire libertà e dignità al suo popolo oppresso dal giogo romano. Trionfo breve: gli umori della folla sono mutevoli, e gli "osanna", diventeranno presto dei "crocifiggilo!".

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  • Giovanni 13,13-14

    di Salvatore Ricciardi

    «Voi mi chiamate Maestro e Signore, e dite bene, perché IO LO SONO. Se dunque io, che sono il Signore e il Maestro, vi ho lavato i piedi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri
    Iniziamo un ciclo di riflessioni sui passi dell'Evangelo dove si trova la dichiarazione di Gesù: "Io sono..."
    Gesù è a tavola con i suoi discepoli per il pasto pasquale: quello che la tradizione cristiana chiama comunemente “l’ultima cena”. Hanno appena iniziato, quando Gesù si alza e si mette a lavare i piedi ai discepoli: un gesto che li coglie di sorpresa, e che provoca una vivace reazione di Pietro, che Gesù vince a fatica.

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  • Isaia 54,7

    di Erika Tomassone

    «Per un breve istante io ti ho abbandonata, ma con immensa compassione ti raccoglierò
    Un matrimonio naufragato: ecco l’immagine che troviamo nella seconda parte del libro del profeta Isaia per parlare della relazione fallita tra Dio e il suo popolo all’epoca dell’esilio in Babilonia. Così Gerusalemme distrutta dai Babilonesi, è come una donna dell’epoca antica che, poiché lo sposo si è ritirato dalla relazione, si trova nella più disperata delle situazioni: abbandonata a se stessa. Le immagini dell’abbandono, dell’assenza dello sposo, si dilatano e il popolo è come una donna ripudiata, senza figli, vedova.

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  • Luca 9,62

    di Erika Tomassone

    «Nessuno che abbia messo mano all’aratro e poi volga lo sguardo indietro è adatto al regno di Dio»
    Seguire Gesù è iniziare una vita nuova, è come partire per un viaggio. Per i discepoli di Gesù questa era un’esperienza concreta: il maestro era itinerante, seguirlo significava letteralmente abbandonare le proprie occupazioni, la propria famiglia e andare dietro di lui per le strade della Palestina. La chiamata alla fede nel Dio di Gesù Cristo, mette su una via, è percorrere una via, appartenere al regno di Dio

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