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  • Romani 12,17 e 21

    di Giuseppe Ficara

    «Non rendete a nessuno male per male. Impegnatevi a fare il bene davanti a tutti gli uomini. Non lasciarti vincere dal male, ma vinci il male con il bene».
    L’apostolo Paolo affronta il problema del male invitando i suoi lettori ad agire in modo costruttivo, fuggendo dalla logica di “occhio per occhio e dente per dente”, ci propone una logica nonviolenta. «Non rendete male per male»: qui ci è tolta la spada vendicatrice dalle nostre mani per cedere il posto a Dio che, con la sua misericordia, può trasformare il nemico in amico

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  • La chiesa

    di Luciano Deodato

    Avevo saputo che in un piccolo paesino, sperduto tra i monti, viveva una nostra famiglia evangelica. E così, una domenica pomeriggio presi la macchina e mi arrampicai tra i tornanti per raggiungerlo. Era inverno: un tempo da lupi, soffiava un gelido vento di tramontana con fiocchi di neve. Arrivai nel paesino: vie deserte, tutti rintanati nelle case, nessuno cui chiedere informazioni.

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  • Il piccolo gregge

    di Luciano Deodato

    Al tempo della guerra fredda, quando la “cortina di ferro” divideva l'Europa, ebbi l'opportunità di passare alcuni giorni a Berlino, naturalmente nella parte Ovest. Un giorno, saputo che era possibile, a uno straniero come me, ottenere un visto temporaneo per la parte Est, allora sotto il regime comunista, passai il posto di blocco e m'inoltrai nella parte orientale.

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  • La vera luce

    di Luciano Deodato

    «Splenda la luce fra le tenebre» (2 Corinzi 4,6)
    Nel cimitero, dove a sera si accendono flebili fiammelle su decine di tombe, una rimane buia. A me appare la più luminosa perché illuminata non da una lucina dal significato antico e superstizioso, ma dall’annuncio che le tenebre della nostra morte sono state vinte dalla Parola della vita e che la resurrezione comincia già ora, per fede, nel corso della nostra esistenza.

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  • Romani 5,6 e 8

    di Luciano Deodato

    «... mentre noi eravamo ancora senza forza, Cristo a suo tempo, è morto per gli empi (...) Dio mostra la grandezza del proprio amore per noi in questo: che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi.»
    Cristo è morto per gli empi, ha dato la sua vita per loro, per noi. Potremmo mai capirne il significato profondo? Questa parola così audace e paradossale, cuore dell’Evangelo, è l'unica che, di fronte alle tragedie del nostro vivere e allo squallore del nostro morire, può farci intuire un mondo nuovo, una umanità nuova e fondare la nostra speranza.

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