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  • Giosuè 24,15

    di Eric Noffke

    Ho sempre amato queste parole con cui Giosuè conclude la sua esortazione: nel suo slancio di fiducia in Dio, il condottiero si apre alle nuove generazioni, esprimendo il sogno di ogni genitore. Forse, però, la ragione di questo fascino sta proprio nel fatto che questa idea di “casa” come legame di fede intergenerazionale, non può più essere data per scontata. Ciascuno oggi si costruisce la propria storia e, soprattutto relativamente alla religione, ci si aspetta che trovi la sua strada.

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  • Salmo 31,15

    di Giovanni Anziani

    «I miei giorni sono nelle tue mani; liberami dalla mano dei miei nemici»
    Il teologo Karl Barth ha scritto: «Questa mia esistenza sta nelle tue mani. ... Non nelle mani di un oscuro, tetro destino dinanzi al quale si ha paura ... Se il mio tempo si trova nelle tue mani, allora esso appartiene a te ... tu l’userai ... ti prendi cura del tempo e di me.» Questo vuol dire che nulla può venire cancellato dalla memoria, e tutto ciò che è accaduto, accade e accadrà non sarà cancellato anche se viviamo nell’apatia o nella vanità, perché tutta la vita sta nelle mani di Dio.

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  • I Giovanni 3,8b

    di Bruno Rostagno

    «Per questo è stato manifestato il Figlio di Dio: per distruggere le opere del diavolo
    Sarebbe sbagliato identificare il diavolo con una figura precisa. Eppure ci troviamo spesso di fronte ad azioni e comportamenti che si oppongono alla vita, a una forza negativa che può avere molte manifestazioni. Il diavolo è dove non si vuole capire, ma solo colpire; non rispettare, ma solo distruggere. Distruggere gli altri, ma talvolta anche se stessi.

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  • Luca 18,31

    di Bruno Rostagno

    «Gesù prese con sé i dodici, e disse loro: “Ecco, noi saliamo a Gerusalemme, e saranno compiute riguardo al Figlio dell'uomo tutte le cose scritte dai profeti”».
    Forse i discepoli avrebbero preferito restare in Galilea, dove l’azione del maestro, con il suo insegnamento e le sue guarigioni, aveva molto seguito. Gesù sa che a Gerusalemme, centro della vita religiosa di Israele, non avrà lo stesso successo. Anzi, conoscerà nel modo più crudo l’opposizione dei capi religiosi e dell’autorità imperiale romana. Stiamo decisamente entrando nel clima della passione.

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  • Ebrei 3,15

    di Bruno Rostagno

    «Oggi, se udite la sua voce, non indurite i vostri cuori
    La voce di Dio è udibile. Dio non resta chiuso nel suo mistero, ma si apre, vuole comunicare. Non vuole solo essere il Dio universale, vuole essere il nostro Dio, vuole che ognuno e ognuna di noi possa rivolgersi a lui e chiamarlo: mio Dio. Vuole che “mio Dio” significhi anche: mio amico. Gesù ai suoi discepoli ha detto: «Non vi chiamo più servi, ma amici». Se ci chiama amici è per metterci in azione, per coinvolgerci in un progetto di vita che significa salvezza non solo per noi, ma per tutti.

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