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Evoluzione e interrogativi dell'istituto familiare

nuove famiglie

I temi del matrimonio e della famiglia occupano da diversi anni l’attenzione della Chiesa valdese, la quale si è espressa soprattutto in tre importanti documenti che hanno visto la luce sul finire del secolo scorso: il documento sinodale sul matrimonio (1971), l’Intesa tra il Governo della Repubblica e la Tavola valdese (art. 11 – 1984) ed infine il Testo comune per un indirizzo pastorale dei matrimoni tra cattolici e valdesi e metodisti in Italia (1997), col relativo Testo applicativo (2000).

Ma nel 2010 vi è stata un’ulteriore accelerazione. Di fronte alla benedizione dell’unione di due donne avvenuta nella chiesa valdese di Trapani, il Sinodo ha ritenuto di dover prendere posizione – e lo ha fatto approvando un ordine del giorno in cui si autorizzano tali benedizioni, a ben precise condizioni. Questa affermazione ha posto alla Chiesa una serie di interrogativi (oltre a quello della liceità di coppie dello stesso sesso, che non viene accettata da molti settori del mondo evangelico) non più aggirabili: che cos’è la benedizione di una unione matrimoniale? Si fanno benedizioni di unioni che non abbiano valore civile? Di che cosa parliamo, quando parliamo di famiglia?

Tutta questa problematica è stata sintetizzata dal moderatore pastore Eugenio Bernardini, in una intervista rilasciata all’Agenzia Adista nel 2012, in cui ha affermato: «Dopo la nostra decisione sinodale che ha accolto la possibilità di una benedizione ecclesiastica per le persone dello stesso sesso che si impegnino in un progetto di coppia stabile e fedele, ci siamo resi conto che non potevamo più parlare di famiglia al singolare ma di famiglie al plurale, non solo per riconoscere la realtà omosessuale, ma anche per riconoscere le ormai molteplici forme familiari eterosessuali».

Infatti, il Sinodo del 2011, al termine della discussione sul tema della benedizione delle coppie di fatto, aveva votato il seguente atto (n. 44): «Il Sinodo, considerando opportuna una riflessione approfondita su famiglia, matrimonio e coppie di fatto, invita la Tavola a nominare una commissione che ne affronti i diversi aspetti teologici, ecclesiologici e regolamentari in vista di una prossima discussione sinodale».

La Tavola Valdese ha dunque nominato questa Commissione, composta da tre pastori, un’antropologa e un giurista, che ha prodotto due relazioni, presentate rispettivamente al Sinodo del 2012 e a quello del 2013. Poiché anche alcune Chiese locali hanno discusso di questo tema approvando dei documenti e poiché parecchio materiale compare in diverse parti del mondo, la Tavola ha aperto sul suo sito una sezione dedicata a questa commissione, in cui vengono via via raccolti documenti e discussioni. Certamente, tutto questo non rappresenta “la posizione della Chiesa valdese” sulla famiglia, perché la posizione ufficiale è data soltanto dai documenti sinodali; ma è del materiale che può essere utile per comprendere come si muove la nostra società e la nostra sensibilità riguardo ad un aspetto importante della vita sociale, che vive momenti di grandi cambiamenti.

Documenti e materiali di studio